sabato 8 giugno 2013

Abbi Fede

Che poi contare fino a sessanta é uno smaronamento assoluto, senza considerare l'aumento probabilistico dell'errore cervellare.
Vabbé sono sempre millecinque, ma nella vasca olimpionica la testa la impegni solo fino a trenta. Perché é inutile credere che un triatleta utilizzi il nuoto per diradare la nebbia filosofica che avvolge le questioni umane.
Uno-uno-due-due-tre-tre- e vaffanculo fino alla fine.
Se proprio devo distrarmi lo faccio per guardare il crono.
Oppure.....cazzo é quell'aliscafo nella corsia accanto alla mia ?!?!?
Sembra nostro Signore quando dominava le acque camminandoci sopra. Ma questa é meglio, più veloce, nuota che pare spinta da un propulsore nucleare.
E per giunta non ha il vantaggio del galleggiamento che l'acqua salmastra del mare garantiva a Gesù Cristo.
Freno a mano e stop al bordo vasca quando mi accorgo che il missile marino é all'ancora per parlare con il coach. Mi verrebbe voglia di togliermi cuffia, occhialini e tappanaso per farmi vedere in tutto il mio splendore, ma come diceva quel ritrattista di fauna marina, per tanto che lavori di pennello é difficile trasformare una balena in una sogliola.
La scritta "FEDE" sulla cuffia mi fa quasi svenire. Che culo! Nel senso di che fortuna nuotarle accanto.
Le dicono di legarsi le caviglie con un elasticone.
Pur essendo ancora fermo le pulsazioni esplodono nel fuori soglia. Ci siamo, capisco che sto per entrare nella parte più allenante: quella sadomaso.
Con le palette alle mani e con le gambe legate, Federica infila una serie impressionante di ripetute.
Ad ogni incrocio prolungo la fase subacquea fino al rischio sincope.
D'altronde chissà semmai mi capiterà ancora di rivederle la chiglia...

7 commenti:

  1. E' risaputo che il TRI-checo è veloce in acqua,
    ed ha grande resistenza d'immersione,
    ma credo che abbia difficoltà a catturare una splendida sogliola.

    RispondiElimina
  2. A parte che "Tri-checo" mi si addice molto, toccherà citarti in qualche post.
    Comunque, non per smentirti intendiamoci, ma ad un certo punto si é avvicinata a me allungando le mani.
    Allora ho alzato la testa per respirare, visto che la fase di immersione si stava prolungando oltre il limite umano.
    E lei, tutta imbarazzata, con una vocina dolce ha sussurrato: "Ah no, scusi. Da come nuotava pensavo fosse una tavoletta".

    RispondiElimina
  3. Ti vedremo sulle pagine di "Chi"?

    RispondiElimina
  4. Quando sono uscito dall'acqua la Pellegrini stava facendosi la doccia, quelle all'aperto intendiamoci.
    La battuta ce l'avevo pronta da un quarto d'ora: "ah ecco perché andavi più forte di me, però con le palette non vale".
    Mi avvicino e penso adesso glielo dico, adesso glielo dico, adesso......
    Poi vedo accanto a lei Filippo Magnini, praticamente una statua scolpita.
    Ecco, non serve nemmeno raccontare come sia andata a finire.

    RispondiElimina
  5. Diciamo la verità ti ha scambiato per una boa, ed a esser sincieri l'avrei fatta volentieri io, poi spero che la statua scolpita sia paragonabile a un bronzo di Riace in tutte le sue adiacenti misure.

    RispondiElimina
  6. Non so se mi guardavano per compassione, per l'estrema fatica, o per stupore, chiedendosi cosa ci fa un elefante marino quassù.
    Volevo dirgli che si sarebbe Triplicati i loro sensi se al mio fianco ci fosse stato il Tricheco.
    Mi domando solo al nono tornante al decimo quale culo dei due sarebbe stato davanti.

    RispondiElimina
  7. Bravo Nafta che sei uscito vivo dalla Peri÷Fosse!
    Io sicuramente sarei sceso dalla bici al nono tornante.

    RispondiElimina