domenica 21 agosto 2016

Psicoterapia ripetitiva

I viveur della pedivella non conoscono tabelle, sanno solo che ciò che ti fa star male è quello che serve per stare bene.
Non c'è un perché e anche se ci fosse sarebbe solo una coincidenza.
E allora catena sulla corona da cinquanta e braccia che tirano il manubrio.
Freccia a sinistra e corsia di sorpasso.
Al Confine roll over perché affrontare ora il cambio di pendenza sarebbe letale.
Alla chicane di Pigozzo riparto.
E ancora una volta, per la terza insensata psicoterapia ripetitiva.
Scomposto ma tosto.

domenica 31 luglio 2016

Quaterna

Detesto gli ambienti bui, amo le finestre spalancate.La prima luce dell'alba che costringe a strizzare gli occhi mentre mi rimbocco le lenzuola.
Ripetute mai così veloci nelle limpide acque clorate, tuffo nel lago finale per contrastare il caldissimo ondulato serale, colline moreniche per un anda e rianda cardiaco, e chiusura del ciclo con la lunga nuotata gardesana.
Puntando alla cinquina, perchè settembre - e non è questione di rima - velocissimamente si avvicina.

domenica 24 luglio 2016

Sogni proibiti

Basta un attimo per spazzare via le barriere immaginarie.
Eppure ti appartenevano come l'aria, l'orologio, le scarpe, i lineamenti del viso che ogni mattina ritrovi riflessi dallo specchio.
Erano parte di te, anche se non c'è un motivo.
E, se anche esistesse, non avrebbe spiegazione logica.
Vivi così. Cresci così.
Ti convinci che sia perfino giusto.
Rinunci senza conoscere. Senza sapere.
Senza l'ardore di scoprire le persone con le quali condividi la stessa passione per la vita.

giovedì 21 luglio 2016

Penetrando il fluido clorato

Strong dice che, forse, non vale la pena perderci troppo tempo.
Sarà consapevolezza. Sarà testardaggine.
Fatto sta che non mi arrendo e ogni tanto butto qualche banconota da cento nel "penetrando il fluido clorato".
La gambata corretta, per chi come me non usa le gambe, è severamente dispendiosa.
La bracciata è semplicemente diversa.
Via la fase di scivolamento in avanti dopo che la mano è entrata nell'acqua.
Via la testa incassata nelle spalle.
Via la mano aperta a forchetta, avanti col cucchiaio.
Così riesco a sentire l'acqua mentre la spingo verso il lato opposto al moto.
Sfruttando l'effetto placebo potrei limare sette secondi ai trenta minuti della frazione swim.
Così come potrei perdere dieci minuti in bike, a causa del prolungato full immersion acquatico.
C'è niente da fare, Strong non parla (quasi) mai alla cazzo.

domenica 10 luglio 2016

mutazioni condominiali

Qualsiasi progetto educativo difficilmente attecchisce sul singolo.
Ma quando l'individuo perde la specificità del singolo per mutare in un elemento del branco condominiale, beh allora lasciate ogni speranza o voi che entrate.
Dopo ventiquattro ore di ascensore lercio ed appiccicoso, merito di qualche condomino premuroso, nessuno degli indigeni aveva ancora tradotto il verbo in azioni.
E ognuno dei blablabla, prima di portarsi la merda in casa, pestava la sostanza non identificata con avviso sonoro tipico delle bevande zuccherate che si incollano alle suole (cik-ciak, cik-ciak).
Visto che stamattina c'ho dato di ramazza, qualcuno penserà bene che il reo del misfatto si sia palesemente autodenunciato.