sabato 20 marzo 2010

El Cicala

Otto e mezza. Pronti via!
Si chiacchiera per i primi sei - sette kilometri.
Dopo, l'unica cosa che conta è non prendere aria perchè l'Intercity del Tebaldi ha deciso di andare a tutta.
In uscita da Bussolengo c'è una lunga salita pedalabile che esalta le potenti leve del fuochista.
Non so come, non so nemmeno il perché, ma quello che conta è che sono riuscito a non staccarmi.
Da lì in poi non ho visto più niente, a parte il manubrio ed il culo di quelli davanti a me. Credo di non aver notato nemmeno il lago e sì che l'abbiamo costeggiato per un bel pò visto che siamo arrivati fino a Pai.
Metà squadriglia decide di proseguire, io ed il gruppetto dei superstiti ritorniamo verso casa.
A Torri si svolta a sinistra ed a distanza di una settimana affronto di nuovo la stessa salita.
Non riesco a stare a ruota e mi ritrovo ultimo, non c'è nemmeno il Dante a consolare il mio disastroso senso di autostima.
Il ritorno in leggera discesa procede a velocità folle.
Il Cicàla rompe gli indugi e passa in testa a tirare ai cinquanta all'ora.
Basta un kilometro per far scoppiare i suoi polmoni.
Il Cicàla si scansa. E' in coda al trenino. Anzi era in coda perché l'abbiamo perso.
Il gruppetto rallenta per aspettarlo e lo redarguisce perché la media è calata di mezzo decimo.
Ma Il Cicàla è un combattente, non si dà per vinto e riparte.
Stavolta qualcuno lo manda a cagare.
Lo affianco e scambiamo qualche parola. A fatica rimane a ruota.
Il Cicala mi strizza l'occhio e dalle retrovie comincia ad urlare:
- Su con l'andatura. Dai veloci adesso!
Un mito.
Sotto casa il parziale segna 98 km e rotti. Faccio due giri dell'isolato e concludo finalmente in terza cifra.
...

Nessun commento:

Posta un commento