Passo tra l'andante ed il tranquillo fino al "Confin", poi Formichina decide di festeggiare il compleanno facendomi morire.
Tiriamo come forsennati, lo vedo più avanti ma non riuscirò più a raggiungerlo. Tempo inferiore ai 45 minuti, ottimo considerato che l'acceleratore è andato a tavoletta per metà percorso.
In serata con il Guerriero ci sdraiamo sulle poltroncine del Teatro Romano per assistere al concerto di una band che clona Vasco Rossi.
Sono bravi musicisti, le canzoni non si discutono ed il tipo canta bene.
Capisco si possa suonare la musica degli altri, ma faccio fatica a comprendere come si possa imitare un altro nella voce, nei gesti, nei vestiti e perfino nelle parole di commento alle canzoni.
Poi il Guerriero mi suggerisce che sicuramente il cantante non imita il Blasco, quello è in preda ad una duratura delirante crisi di identità e di conseguenza si identifica nel Vasco.
Insomma, quel matto è convinto di essere Vasco.
Però le canzoni scorrono veloci e la musica è coinvolgente.
Sul palco sbucano delle ballerine mentre in tutto il teatro si accendono delle candeline.
E' il momento dei palloncini che si involano nel cielo. Ma non è finita: colpo di scena e sul pubblico ricadono migliaia di coloratissime stelle filanti.
Peccato che l'organizzazione non abbia previsto i nani.
La notte si avvicina ed il concerto sta per finire.
Il cantante presenta la band con lo slang tipico del Vasco.
- Però è bravo, gli assomiglia molto, ha anche la stessa pancia. Ed è sicuramente romagnolo.
Saluti finali e presentazioni: il cantante è veronese.
Io non ci credo: per me lui è il Blasco.
"siamo solo noi
generazione di sconvolti che non han più
santi né eroi
siamo solo noi "
...
generazione di sconvolti che non han più
santi né eroi
siamo solo noi "
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