sabato 19 febbraio 2011

Il richiamo del Tebaldi

E' sabato, la temperatura è buona e soprattutto splende un sole che non mi ricordavo.
Verso il tè nella borraccia, salto sulla bici e punto dritto al raduno dei cacciatori di fatica.
Al diavolo il mal di schiena.
Per Max Formichina è l'esordio con le pedivelle del Tebaldi.
A quella velocità a Lazise ci si arriva in fretta. Max è nelle prime posizioni del plotone.
- Formichina occhio perché non sei allenato, succhia le ruote e riparati dal vento.
- Mi sento benissimo Brady.
Testa bassa sul manubrio, quaranta all'ora. Se perdi la ruota sei fuori.
Cisano, Bardolino, Garda, Punta San Vigilio, Torri del Benaco.
Alla conta manca un vagone.....il treno si ferma. Max Formichina è disperso.
A fatica riagganciamo la carrozza e proseguiamo senza pietà fino a Castelletto di Brenzone, dove è posizionata la boa del non ritorno.
Non basta il caffè. Non basta la barretta. Non bastano i biscotti.
Max non ce la fa.
Scendiamo dal Direttissimo e saliamo sul Regionale. Prima o poi a casa ci arriveremo.
Il curriculum si arricchisce di centodue km per la prima uscita dell'anno in terza cifra.
E' il richiamo del Tebaldi, perché la gamba non muore mai.

La boa del non ritorno: Capitan Brady e WP, suo fidato gregario
...

3 commenti:

  1. so ragazzi! l'entusiasmo spesso li conduce (troppo) lontano....

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  2. Per questo non ho calcato la mano. Con la stagione buona le strade inizieranno a salire e Max Formichina potrò vederlo solo da dietro.

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  3. Buon per lui che non pesa un quintale.

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