domenica 13 marzo 2011

Domenica di festa

La giornata è composta da innumerevoli istanti.
Chi ama la vita riesce a trasformare anche un attimo banale in un momento importante.
E quell'attimo mio papà lo stava aspettando da almeno una settimana.
Solita mangiata extralarge, solito ristorante, stanza diversa. Cattivo segnale.
Tra borbottii e mugugni arriva l'istante, forse l'unico, che può dare un senso alla domenica.
La cameriera sta togliendo i piatti del pesce, l'ansia sta salendo.
- Per me una meringata
Mio papà ha le idee chiare e poi 82 anni si compiono una volta sola
- Un attimo, le porto la carta dei dolci
Silenzio. Panico.
- Lei Signora cosa desidera?
Mia mamma è indaffarata con l'anziana zia e adesso sono le loro parole ad imbandire la tavola.
- Scusi Signora, dolce, caffè?
- IRMA VUTO TASAR? TE FINISSI DOPO DE CIACOLAR!
Tono di voce perentorio, la cameriera sentitamente ringrazia per l'assist non richiesto ed io mi prostro vittima dell'incertezza: mostrare indifferenza o sprofondare sotto al tavolo?
Poi mi ritorna in mente la barzelletta della vecchietta che per farsi bella agli occhi del marito Taddeo, chiede al parrucchiere un taglio moderno che la ringiovanisca.
La Signora ritorna a casa dal marito novantenne e gli chiede:
- Taddeo, come sto con i capelli corti corti? Lo sai, il parrucchiere mi ha detto che sembro un'altra.
- E' vero, borbotta l'anziano marito, prima te me parei na vecia. Adesso te me pari un vecio.
...

1 commento: