«Mi ha telefonato la Brigitte da Innsbruck» scrive la Olga. «Mi ha detto che lei e so marì Hans passeranno l'estate in un camping di Bardolìn perché si sono comprati un camper da otto posti per cui, se vogliamo, possiamo esservi ospitati anche io e il mio Gino mentre i rimanenti quattro posti saranno occupati da due coppie di loro amici con la fisarmonica. Le ho risposto "Grassie, vedarémo" perché a mi no me piase la promiscuità e il mio Gino ha delle abitudini alle quali non può rinunciare, come quella de lézar la Gazeta al cesso. Poi si sono parlati il mio Gino e l'Hans. Discorsi da òmeni, tipo "Come vàla la prostata?" e dopo aver sentito che anche l'Hans ha dei problemi idraulici e che el se pissa sui pié, il mio Gino si è rincuorato. Poi hanno parlato di politica. L'Hans gli ha detto che tutte le escort austriache vogliono emigrare in Italia dopo aver saputo del vitalizio di Berlusconi alla Ruby per toglierla dalla strada e farne una donna onesta».
«Poi il mio Gino si è messo a parlare di cantieri stradali, il suo argomento preferito. Ha parlato di corso Milàn, di via Rosa Morando, del ponte San Francesco, delle bissabòe che devono fare gli automobilisti veronesi per evitare di imbugarsi nel traffico, della devastassión de San Zen, e l'Hans, a sorpresa, ha risposto che a Innsbruck sanno tutto, che i giornali e la televisione ne parlano quasi ogni giorno e che il loro Zelig locale ci prende per il culo. Ma l'Hans ha anche detto che tutto questo, cioè il fatto che Verona sia diventata l'unica città occidentale a non avere quasi più strade percorribili, favorirà il trekking, i safari, i rally, le escursioni in muntanbaik, il turismo fuori pista e che le agenzie di viaggi austriache, ma anche quelle tedesche, stanno ricevendo migliaia di prenotazioni».
«Chi aveva programmato il trekking in Egitto, Libia, Tunisia, Yemen, a causa delle rivolte e delle guerre in corso in quei Paesi, ma anche chi voleva andare sull'Imalàia, ha scelto come alternativa Verona e girano già le reclame e i depliant con le fotografie di corso Milàn, di San Zen, del ponte San Francesco, di buse, voragini, di dissuasori fuori norma, di transenne, cavalletti, rotonde alla và te ciava. "Aspettatevi un'invasione di turisti mai vista prima" ha concluso l'Hans».
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Eh! Ma lè el Gino Marasco, lo conoso, lù anca la Olga so moier,
RispondiEliminame amigo e compagno de laor, uno dei più veci tranvieri, dela vecia guardia.
D'altra parte ele sa ben de tuto sto casin, lo subemo tuti i giorni.