Che la riunione abbia inizio.
Alle quattro del pomeriggio sono stravolto: "Ragazzi, come sempre conto sulla vostra collaborazione....".
Entro mercoledì devo filtrare circa cinquecento segnalazioni potenzialmente critiche. Dunque.....se mi fermo stasera in ufficio fino a mezzanotte, magari domani potrei saltare la pausa pranzo e mercoledì iniziare alle quattro del mattino.......no, non ce la farei comunque.
Devo trovare un'altra via e visto che sono rimasto affascinato dalla Via della Cedevolezza predicata dal Maestro Judoka, do due bei tiri di aria diaframmaticamente potabile e come l'ultimo dei disertori abbandono la trincea.
Molto meglio un giro in bici, ché tanto domani é un altro giorno.
Indosso la divisa nuova, bella ed elegante nell'abbinamento dei miei colori preferiti.
Non fosse per il giro vita sembrerei un ciclista vero.
Lo so che non sta bene parlare male di chi non può difendersi, ma la vecchia divisa era eufemisticamente demodè. Stretta, con la striscia orizzontale che allarga, le tinte smorte.....mi sentivo come quelle teste dei ciclisti senza corpo, chiuse nei sarcofagi sferici di plastica trasparente che riempivano le giornate sulla spiaggia di noi ragazzini.
Mamma mia quante interminabili partite sotto il sole cocente dell'agosto operaio trascorso nella Pensione di Cesenatico. E che nessun schizzinoso si azzardi a negare di aver giocato a pice.
Lotto con le pedivelle nei su e giù delle Valli di Sona, in un ondulation ispirato che non provavo da troppo tempo.
Il fascino perverso della solitudine del ciclista.
...
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