mercoledì 13 febbraio 2013

Prophetia de Summis Pontificibus

Sono gli ultimi anni del cinquecento quanto la Profezia viene pubblicata. Tutto ebbe inizio qualche secolo prima quando Malachia, vescovo chiamato a Roma dalla lontana Irlanda, ebbe una visione di futuri papi.
Il vescovo trascrisse con cura la visione ed il manoscritto venne custodito nei misteriosi ed affascinanti archivi Vaticani fino alla pubblicazione.
Centododici frasi in latino, una per ogni papa. Secondo la profezia il successore di Benedetto XVI sarà l'ultimo papa ed avrà l'ardore di azzardare quello che nessuno prima di lui aveva mai osato: si chiamerà Petrus Romanus.
"Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli cadrà ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen".

Chiuso in me stesso vivo con tormento lo scorcio di vita che rimane. Le sacche sportive giacciono inermi poiché le mie energie sono incanalate in altre meditanti direzioni.
In questo scenario mistico vengo scosso dall'sms del Salumier, portacolori della Focus:
"El Camerlengo l'era in classe con mi ale professionali: ociai come i culi dela butiglia, un prà de brufoli sul muso e zinque ani par farghene tri de scola. Ndemo in bicicleta?".
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3 commenti:

  1. Ego mihi tange balls! (Me toco i coioni)

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  2. Fai pure, basta che non tocchi i miei...

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  3. Non puto etiam! -- ( Manco ghe penso!)

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