Invece le belle ragazze di un tempo le riscopri signore (belle signore a dire il vero), mentre il grigio ha reso irriconoscibile il colore originale degli scalpi dei gentiluomini.
La cena scorre veloce ed il buon umore aumenta con la stessa velocità con la quale le fiaschette vuote vengono sostituite dalle piene. E' il momento di premere l'interruttore per accendere la vena poetica di Gianni Barbasa. Lui si schernisce fingendo imbarazzo ed inizialmente rifiuta l'invito ad aprire la danza delle parole.
I commensali ormai lusingati dalle mie chiacchiere introduttive, spazientiti cominciano a battere i pugni ritmicamente sui tavoli invocando a gran voce Gianni Barbasa.
Rompo gli indugi e recito io il cavallo di battaglia di Gianni: "Assasin". Un trionfo.
A questo punto Barbasa non può più nascondersi e passa a condurre il gioco.
Chi lo conosce bene sa che era proprio quello che aspettava.
D'ora in poi il problema vero sarà farlo smettere.
Rientro tardi e fuori range alcolico.
Quando mi sveglio le corse della domenica mattina sono già finite da un pezzo e così santifico la domenica trascinandomi tra divano e letto.
Ormai è sera ma non così tardi per lasciare un segno ai bastioni di San Zeno.
Pioggerellina finissima e ritmo da cardiopatico.
Sette kilometri in assoluta scioltezza.
Forse non avranno elevato la qualità di una giornata buttata, ma fondamentalmente era quello che volevo.
...
Non diniego ammettere che l'improvvisata richiesta poetica,abbia rallegrato la serata comatosa, almeno credo?
RispondiEliminaMa qualcun altro sentiva l'esigenza di poetare, il sottoscritto costretto recitare una poesia femminile, rovinando
il suo senso erotico. Dal sentir un argentina deliziosa voce di donna a un maschil grugnito ce n'è di differenza.
Io avrei cazzeggiato con le parole fino al mattino.
RispondiEliminaMi piace quando emerge il mio essere egocentrico.
Comunque sei stato bravissimo. Forse è finalmente emersa la tua parte femminile.
Chissà.....
ADULATORE!
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