domenica 18 aprile 2010

Sei Ville

Avrei voluto girare le chiappe e continuare a dormire ma l'sms di Max Formichina arriva puntuale e perentorio:
- Piuttosto di stare a casa sfido la caviglia ed anche la pioggia.

Non gli frega una mazza se il cielo da ieri sera sta vomitando acqua sulle strade della nostra città e non si cura nemmeno delle falle nella sua cartilagine, tappate a forza di siringate di acido ialuronico. Come talvolta ripete sua moglie con voce rassegnata e sguardo perso nel vuoto, uomini così non se ne trovano più.

Non è facile staccarsi dalle cose più care. Purtroppo dolore ed amarezze fanno parte della vita.
E così, dopo quasi due giorni di camera ardente intestinale, di buon'ora decido di cremare quella povera colomba la cui unica colpa, come scritto da Elena nel necrologio di commiato, era quella di essere stata svenduta in offerta speciale dal supermercato sotto casa.
Dopo le esequie mi sento sollevato, finalmente libero da un terribile peso che mi portavo dentro.

Partiamo bradipamente accompagnati nei primi km dal CiciTronconi. La corsa è tale se esiste una fase di volo dove entrambi i piedi si trovano contemporaneamente sollevati dal terreno. La salita è esagerata e non finisce mai. Per farla breve non sto correndo, forse non sto nemmeno camminando. Ma non mollo ed al bivio decisivo svolto per il percorso lungo.
Con me rimane solo Formichina. In discesa tratteniamo le gambe e nel lungo tratto sull'erba il pantano aggredisce le scarpe raddoppiandone il peso. Sull'asfalto ricerco le pozzanghere per pulire la merda dalle suole.

Di nuovo salita e siamo ai meno due all'arrivo. La carogna che sta correndo con me allunga, io non mollo. Formichina aumenta ancora quando alla Finish Line manca più di un km.
Quei trenta metri non riuscirò più a colmarli, ma al ritiro del pacco gara ci arriverò prima di lui: mi aspetta un kg di pasta fresca, non voglio rischiare di cadere nella trappola della debolezza per insufficienza di carboidrati.
...

1 commento:

  1. Di già destinato a stare dietro
    e non mi s'offriva degno spettacolo,
    ho preferito qualcosa di più meritevole.

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