venerdì 12 marzo 2010

Masturbazione poetica

Che serata memorabile!
Mi chiamano quasi alla fine della lunga lista di poeti che stasera hanno avuto l'onore di recitare i propri versi.
Almeno ottanta culi osservano criticamente i volti, qualche volta agitati, di chi ha saputo mettersi in gioco nella difficile ricerca di un vanesio applauso.
Per l'occasione ho riadattato una cosa scritta tempo fa.
Sono incredibilmente calmo, non ho il minimo timore di espormi ad una figura di merda.
Dentro di me dimora lo spirito di un giullare. Ecco....ora tocca a lui.

"Ed adesso è il turno di Sergio Garagna. Benvenuto....prego...."

"Ho scritto un dialogo a due voci per una sola bocca: la mia.
La recita nasce dalla necessità di sentirmi, almeno per una sera, l'ambìto oggetto di una dichiarazione d'amore. Per dirla con le semplici ma efficaci parole di Gianni Barbasa, si tratta di una forma innovativa di masturbazione poetica. Il titolo è Attrazione Riflessa."


- Il tuo silenzio è un macigno che mi schiaccia le budella
- Mi sei mancato. Tantissimo
- Vorrei poterti credere
- Le cose che contano nella vita non sono molte….e io…l'ho capito troppo tardi
- Mi piacerebbe essere una di queste
- Ma Tu sei molto di più. Sei l'amico con cui confidarsi, il padre che mi prende per mano nei momenti difficili, sei l'Amore che pensavo di aver perso per sempre
- Così non vale. Mi stai facendo piangere
- Lasciati accarezzare ti prego. Ho bisogno di sfiorarti, del tuo calore. Della tua luce. Voglio raccontarti tutto di me, dei miei errori, di quello che ho perso, di quello che non sono stato. E poi mi piacerebbe ascoltare la tua voce, leggere i tuoi pensieri, innamorarmi dei tuoi sogni
- Stammi vicino. Ti prego, non andartene stanotte
- No, non temere. Non ha senso la vita senza di Te. Stringimi forte.
- Oh Dio…come ti voglio bene
- Anch'io te ne voglio
- Buonanotte sergio
- Buonanotte sergio

...


2 commenti:

  1. Pelandroni Bradypo fans,
    perduta avete la trans,
    crisalica trasformazione,
    del nostro emerito campione,
    da podista o corridore,
    in omerico decantatore.
    Auspico or sia la stura,
    della sua contegnosa dura
    voglia sublime di poetare,
    merita esservi ad ascoltare.

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  2. Non merito tanto calore da colui che del gruppo è l'autentico mattatore.

    Grazie Amico mio, per le preziose e forbite parole rimate che mi hai riservato.

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